2 ottobre 2011 - XXVII domenica del tempo ordinario - SS.Angeli Custodi

20 settembre 2011: Consiglio Pastorale.
Inizia l'anno pastorale: Lavori in corso!

Martedì 20 settembre 2011, si è riunito il Consiglio Pastorale Parrocchiale, al fine di presentare e coordinare le attività relative all’inizio del nuovo anno pastorale. Presenti 18 consiglieri su 19.
All'inizio dell'incontro, il Parroco ha proposto come preghiera e riflessione due spunti biblici: Salmo 118 e dal Vangelo di Luca (Lc 9,1-6).
Dopo la lettura del verbale della riunione del 13 giugno, sono stati offerti alle considerazioni e alle proposte dei presenti gli appuntamenti previsti in calendario per l’inizio dell’anno pastorale nella nostra Parrocchia.
Di seguito si elencano le principali iniziative:
 - il Catechismo ha inizio sabato 24 settembre, alle ore 15, in maniera informale, con una biciclettata per le vie del quartiere. Mentre domenica 25, alla S.Messa delle ore 10.30 viene dato il Mandato ai venti volontari che quest’anno avranno la missione dell’Annuncio catechistico;

 - il Gruppo Famiglie, nato dall’esigenza di offrire l’opportunità a tutte le famiglie di condividere un’esperienza di fraternità, amicizia, condivisione alla luce della Parola, si riunisce ogni secondo sabato del mese, in oratorio, sotto la guida di don GianMario, dandosi appuntamento per la sera di sabato 8 ottobre;

il Gruppo Sportivo propone in oratorio un torneo quadrangolare di calcio per rappresentative giovanili nei giorni 23, 24, 25, 30 settembre, 1 e 2 ottobre;

l'Associazione MusicArte presenta la propria offerta di laboratori musicali in oratorio, martedì 27 settembre, alle ore 20.30;

la Comunità Hebron, nella celebrazione eucaristica di domenica 2 ottobre, alle ore 18.30, ricorda i 25 anni di presenza nella nostra realtà parrocchiale e i 40 anni di fondazione della Comunità Mamrè di cui è espressione;

i Giovani della Parrocchia partecipano alla "Missione Giovanile della Zona Nord di Brescia", che dal 15 al 25 settembre, coinvolge tanti ragazzi in iniziative di evangelizzazione;

la Festa della Parrocchia si celebra domenica 9 ottobre e, in preparazione alla stessa, sono in programma tre incontri di riflessione e preghiera.

Il Parroco ha ricordato al Consiglio la grande rilevanza dell'anno sinodale diocesano, appena iniziato, sul tema delle Unità Pastorali: tema che sta molto a cuore al nostro Vescovo.

I rappresentanti del Consiglio Parrocchiale Affari Economici (CPAE), Rina Madei e Luigi Zapponi hanno, prima, relazionato il Consiglio Pastorale circa la attenta opera di regolarizzazione della contabilità parrocchiale, svolta nei mesi scorsi dal CPAE; poi hanno esposto il programma di interventi sulle strutture oratoriali che prenderà il via nei prossimi giorni.
LAVORI DI RECUPERO DEGLI IMMOBILI DELLA PARROCCHIA.
Prevedono innanzitutto l'intervento di rifacimento del tetto del Teatro (con smaltimento della vecchia copertura in ethernit) e la completa ristrutturazione della zona bagni esterni e delle aree adibite al "fuoco" nel cortile dell'oratorio.
La complessa opera di intervento prevede la totale "messa a norma" degli immobili interessati ed è stata oggetto di approfondita valutazione da parte degli organi preposti della Curia Diocesana che hanno approvato il progetto.
I lavori saranno seguiti dall'architetto Mara Capriotti, unico referente tecnico, mentre l'unico referente gestionale sarà il Parroco. Gli interventi saranno svolti da imprese che assicurano qualità, efficienza e assoluto rispetto della normativa vigente.
Il progetto di ristrutturazione degli ambienti è stato elaborato acquisendo i pareri di coloro che useranno le strutture (gruppo Cucina, "fuochisti", gruppo teatro...) e, in particolare l'edificio Teatro presenterà, a lavori ultimati, ambienti utilizzabili tutto l'anno (sala di lettura, sala musica...).
E' previsto un investimento complessivo massimo di euro 280.000,00 e, con il supporto esplicito della Curia Diocesana, sono già stati attivati tutti i possibili canali di contribuzione e finanziamento presso Enti locali, Enti privati, Istituti e... quant'altro.
Già ottenute le autorizzazioni previste per legge, i lavori avranno inizio quanto prima e saranno preceduti dallo spostamento del "tendone" (attualmente sul cortile dell'oratorio) che sarà collocato dietro gli spogliatoi del campo di calcio. Poi, verrà transennato il cortile stesso per consentire l'apertura del cantiere.

il segretario

GRUPPO FAMIGLIE: un'opportunità di incontro

Negli ultimi anni si è fatta sempre più pressante l'esigenza di vivere nella nostra Comunità parrocchiale un'esperienza di condivisione, di confronto, di preghiera tra famiglie, per "fare famiglia".
Dagli incontri richiesti dal nuovo cammino di iniziazione cristiana per i genitori dei bambini del catechismo è emerso che nel "classico" percorso della vita di molti, con il periodo adolescenziale, ricevuta la Cresima e convinti di aver raggiunto la fine dell'obbligo di catechismo, il bisogno di vivere un proprio cammino di fede viene considerato un optional che si ripropone a volte nei momenti forti della vita (matrimonio, battesimo dei figli, lutti...) ma che non trova terreno dove essere coltivato.
A molte famiglie della Parrocchia è sembrato che, oltre alle offerte istituzionali di catechesi, quali l'omelia domenicale, le riflessioni in preparazione a Natale e Pasqua, ci fosse il bisogno di "camminare insieme", di guardarsi dentro, di scambiarsi esperienze di vita... e di farlo alla luce della Parola.
Ancora... di farlo non in quanto genitori (anche se - per chi lo è - non si può prescindere da questo fatto così pregnante!), perché a 30, 40, 50, 60, 70 anni non si è solo e soltanto genitori.
Domenica 4 settembre è così partita questa nuova avventura. Al Centro "Mater Divinae Gratiae" di Urago Mella un gruppo di famiglie si è riunito per condividere momenti di preghiera, di riflessione sulla Parola, di confronto, di semplice scambio di idee, di amichevole fraternità conviviale. E' stata un'occasione di crescita, di conoscenza, di apertura, in una dimensione diversa dal solito.
Abbiamo accolto insieme il messaggio della Parola che ci interpella e chiede a noi di fondare tutto sull'amore. E' stato bello confrontarsi su come ciascuno stava vivendo il proprio cammino della vita, su quale segnale stradale caratterizzasse la via in quel momento. E' stato educativo sentire l'esperienza della giovane mamma interamente assorbita dai figli e quella di chi, avendo i figli grandi, cerca un percorso per sé e riflette su quanto ha dato alla famiglia. E' stato importante ascoltarsi!
Anche la S. Messa ha avuto un sapore diverso, una compartecipazione inusuale.
A tutti coloro che hanno voglia di vivere questo tipo di cammino è offerta questa proposta che non è segnata da confini né di età, né di condizione. Unico requisito richiesto è il desiderio di guardare insieme verso un'unica direzione: Cristo.

IL GRUPPO FAMIGLIE
SI RIUNISCE
LA SERA DI OGNI SECONDO SABATO DEL MESE

PROSSIMO INCONTRO
SABATO 8 OTTOBRE IN ORATORIO
ORE 19.30

link: la proposta di cammino diocesano verso la Giornata Mondiale delle Famiglie - Milano 2012

LA COMUNITA’ CRISTIANA DI BRESCIA IN CAMMINO:
IL SINODO SULLE UNITA’ PASTORALI

La Diocesi di Brescia è chiamata a prendere una decisione molto importante per la sua identità e la sua missione: ripensare la struttura diocesana nella forma delle unità pastorali.
Per questo motivo – il vescovo Luciano ha ritenuto opportuno convocare un Sinodo particolare.
Il termine “sinodo” – dal greco syn (insieme) e odos (cammino) – significa letteralmente “convegno”, “adunanza”. Lo scopo di tale “convenire” non è giungere a una decisione democratica, dove la maggioranza del popolo ha diritto di indicare la via per tutti, ma è discernere insieme i desideri dello Spirito Santo, ascoltare ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa.
Il tema delle unità pastorali non è certamente nuovo per la nostra diocesi.
Negli ultimi anni sono state istituite l’unità pastorale del Centro storico (con nove parrocchie e un presbitero coordinatore) e quella di Botticino (con tre parrocchie e un unico parroco).
Altre parrocchie stanno camminando da tempo in vista della loro costituzione in unità pastorale.
Il Sinodo, che certamente farà tesoro di queste prime esperienze, prevede tre tappe, che costituiscono “insieme“ l’evento del “Sinodo”:
1) la riflessione e la consultazione delle comunità cristiane; 2) l’assemblea sinodale; 3) il documento post-sinodale con le indicazioni normative del Vescovo.
L’anno pastorale appena iniziato ci porterà come Comunità a incontrarci per riflettere e approfondire il significato del Sinodo e – come Bussola – offriremo spazio alle riflessioni “ufficiali”, ma anche a quelle di chi, mosso dallo Spirito, vuole porgere il proprio contributo.
Mons. Monari ha scritto una Lettera a tutti i cristiani bresciani per spiegare motivi e obiettivi del Sinodo e ogni riflessione in proposito dovrà prendere spunto da quanto evidenziato dal Vescovo.
Ne riportiamo alcuni stralci per innescare la riflessione.
“La nostra pastorale è fondata da secoli sulla parrocchia e sul parroco strettamente legati tra loro.
La Chiesa locale (la diocesi) è articolata in parrocchie e ciascuna parrocchia è assegnata a un parroco che ne è pastore proprio e ne ha quindi piena responsabilità.
Questa definizione pastorale ha avuto degli enormi meriti.
Siamo però testimoni e attori, oggi, di cambiamenti profondi che obbligano a ripensare la situazione.
1) La mobilità delle persone è notevolmente aumentata e oggi quasi tutti si allontanano dalla loro residenza per andare a scuola o al lavoro o al luogo di divertimento; spesso a casa rimangono solo gli anziani. Se vogliamo seguire le persone e agire sul loro vissuto dobbiamo creare una pastorale che attraversi i diversi luoghi in cui le persone vivono e s’incontrano.
2) Il Concilio Vaticano II ci ha insegnato l’importanza decisiva della comunione per cogliere il senso della Chiesa. La parrocchia, come espressione di Chiesa, riesce a comprendere la sua
identità e a vivere la sua missione solo se rimane aperta in modo vitale alle altre parrocchie e alla Chiesa particolare (la diocesi); i confini mantengono un significato giuridico prezioso, ma non possono diventare limiti invalicabili per l’azione pastorale.
3) La diminuzione del numero dei preti rende impossibile l’affidamento di ogni parrocchia a un parroco come nel passato. Dal punto di vista del territorio le scelte diventano: o eliminare le piccole parrocchie o
(segue)
affidare più parrocchie a un singolo parroco.
Entrambe queste soluzioni non soddisfano, perché sono troppo rigide e inevitabilmente producono spazi sempre più ampi non raggiunti dall’attività pastorale.
La creazione di unità pastorali non risolve tutti questi problemi. Mi sembra, però, che aiuti ad affrontarli meglio perché va nella linea di una maggiore flessibilità. Si spezza il legame rigido parrocchia-parroco e se ne crea uno più ampio: unità pastorale (quindi un insieme di più parrocchie) ed équipe pastorale (quindi un insieme di presbiteri e di altri operatori pastorali). Nello stesso tempo questa articolazione pastorale favorisce la vita comune dei presbiteri (che non è e non diventerà un obbligo ma è un’opportunità preziosa che risponde a reali bisogni), la collaborazione e la corresponsabilità.
Come dicevo, sono ben lontano dal ritenere che le unità pastorali siano la soluzione dei problemi pastorali attuali.
Non si tratta di cambiare in modo traumatico l’articolazione della diocesi. Si tratta di definire un traguardo da porre davanti al nostro cammino in modo che le diverse decisioni che si prenderanno in futuro non siano scoordinate, ma si muovano verso una meta precisa.
Il metodo sinodale fa parte della tradizione più antica della vita ecclesiale ed esprime nel modo migliore quel dinamismo di comunione che deve innervare tutte le scelte della Chiesa. La Chiesa non è una democrazia nella quale il potere appartiene al
popolo e viene eventualmente gestito attraverso l’elezione di rappresentanti. La
Chiesa è comunione gerarchica: le decisioni appartengono al Vescovo, ma il processo che conduce alle decisioni deve coinvolgere tutta la comunità. Tutti i battezzati sono portatori
della sapienza del Vangelo e sono mossi dallo Spirito santo.
Certo, un cammino di comunione non semplifica i passi e per certi aspetti può renderli
anche più difficili. Solo se tutti sono davvero in ascolto dello Spirito, cercano non di prevalere ma di contribuire a formare una convinzione condivisa, sono liberi da impulsi
di orgoglio e di autoaffermazione… solo in questo caso la logica sinodale si rivela vincente. La scelta di fare un Sinodo è una scommessa: scommetto sulla maturità di fede della
Chiesa bresciana.
Chiedo a tutti di vivere questo momento di grazia con fede e con gioia”.

Il vostro vescovo
+ Luciano Monari

LUNGO LE STRADE IMPERVIE DEL MONDO
by Cesare

10/07/2011 - ore 09,00

Quanto è facile incontrarti, Signore.
Anche in questa domenica mattina, 10 luglio,
ti ho visto, ti ho riconosciuto e,
un po’ stizzito, ho tirato dritto, continuando a guardarti.
Mi sembrava di aver altro da fare!
Ricordi il tuo racconto dell’uomo
che scendeva da Gerusalemme a Gerico
e si è imbattuto nei ladroni?
Tu, oggi, non sei stato colpito e ferito a morte dai ladroni,
ma dal caldo, quasi insopportabile, di questi giorni, dalla sete, dalla fame, forse dalla malattia
Eri seduto sul marciapiede,
si vedeva dal tuo sguardo che eri triste, molto triste,
ma fiducioso.
Ero in macchina e ho rallentato accostandomi alla mia destra
per smorzare il mio rimorso.
Ho visto che avevi steso per terra un pezzo di cartone
per non sporcare di più il tuo, forse unico, paio di calzoni.
Indossavi anche una camicia sgualcita,
un cappello scuro senza forma,
un paio di scarpe pesanti, certamente non estive.
Il tuo volto, emaciato e tremante,
mostrava un uomo che non si radeva da giorni,
che, forse, non mangiava che quel poco
che riusciva a recuperare dai cassonetti…
Ho guardato attorno, mio Signore.
Gruppi di giovani,
preoccupati della linea fisica, persa,
correvano a piedi
per smaltire l’abbondante cena di ieri sera
e si preparavano al nuovo pranzo festivo, di oggi.
Un gruppo di ciclisti, con gli zainetti gonfi sulle spalle,
che si sforzavano di riacquistare, sudando,
un peso che, forse, non è più alla loro portata,
percorrendo, qualche decina di chilometri.
Avventura da raccontare, oggi pomeriggio,
agli amici del bar.
Anche delle ragazze, vocianti e allegre,
in verità tutte un po’ tondette,
cercavano di forzare il passo per poter, fra qualche giorno,
entrare in un costume da bagno
che le renda guardabili, senza troppe smagliature…
E tu, Signore,
forse guardavi tutti con uno sguardo carico di ironia,
ma triste, perché tu sì, senza sforzi fisici, perdi peso.
Il tuo corpo sicuramente non ha smagliature.
Anche oggi, forse, se vuoi mangiare qualche cosa,
devi mettere ancora una volta le mani nel cassonetto,
rubando il cibo a qualche gatto famelico o a qualche topo.
Quanti pensieri, in pochi minuti, hanno attanagliato la mia mente
fino a farmi decidere di tornare indietro per dare qualche cosa a quell’”uomo”.
Ho impiegato un po’ di tempo a girarmi
per via dei ciclisti e dei podisti, cercatori di forma a tutti i costi,
che invadevano la corsia.
Ma, con grande sorpresa, tu non c’eri più.
I miei pensieri mi hanno impedito di vederti andare via.
Non mi domando, mio Signore,
che cosa avrei potuto fare un’ora fa per te.
Il Samaritano non ci ha pensato due volte.
Ti ha caricato sul suo cavallo
e ti ha portato a chi poteva fare qualche cosa di positivo per te.
Mentre scrivo, Carla mi dice:
“Oggi mangiamo qualche cosa di leggero perché fa troppo caldo…”.
Ecco la preoccupazione di chi ha troppo…
Signore,
grazie di avermi aperto gli occhi anche oggi
e di avermi permesso di vederti.
Perdonami per non aver fatto nulla per te,
ancora una volta.

GMG 2011 - Madrid

14 agosto 2011
ore 02:00 a.m.: inizia l’avventura!

    In dodici (Giorgio, Dario, Simone M. Simone G., Stefano, Luca, Marco, Federico, Federica, Giulia, Levi ed io) ci siamo ritrovati nel piazzale dell’oratorio ad attendere il pullman che aveva già raccolto molti ragazzi della Val Trompia (da Sarezzo, Bovegno, Tavernole, Collio etc...) e insieme siamo partiti alla volta di Madrid.
Dopo un lungo, faticoso e caldo viaggio, abbiamo sostato in hotel a Barcellona, dove ci siamo ristorati e riposati, specie dopo un bel bagno in piscina … Il giorno seguente abbiamo raggiunto Pinto, una cittadina vicino a Madrid, dove erano alloggiati i bresciani e ci siamo sistemati in una palestra tra una distesa di sacchi a pelo, panni stesi e zaini; in totale eravamo 600. Le giornate sono trascorse tra Messe, catechesi e incontri con il vescovo, durante i quali abbiamo potuto porgli le nostre domande, ma anche con momenti di tempo libero nei quali ci siamo rilassati e abbiamo visitato Madrid.
L’organizzazione è stata efficiente, tutti i pellegrini disponevano di un buono pasto da usare giorno per giorno e biglietti della metropolitana e trasporti per la durata della GMG.

    Una moltitudine di giovani provenienti da tutto il mondo ha invaso la città con allegria, colori, canti e danze. Anche noi abbiamo avuto modo di conoscere ragazzi di varie nazionalità e trascorrere ore a giocare in compagnia, ridendo e scherzando.
La sera del 20 agosto siamo arrivati all’aeroporto di Cuatro Vientos e, nonostante alcune peripezie (sbarramenti di polizia, temporale…), abbiamo raggiunto la nostra postazione all’interno della spianata. Dopo aver dormito sotto le stelle, la mattina verso le 10, è iniziata la Messa con il Papa.
Sono stati momenti intensi, la comunità cristiana mondiale riunita per ascoltare la parola del Santo Padre; l’atmosfera era davvero particolare, i canti di chiesa e la musica non mi sono mai sembrati così coinvolgenti e, nonostante la stanchezza per la notte passata all’aperto, nei volti dei giovani trasparivano forza e gioia di vivere.

    Lo spirito della giornata mondiale della gioventù dovrà accompagnarci in ogni momento della vita e il compito che ci è stato assegnato dal Santo Padre è di portare a tutte le persone del mondo il suo messaggio di pace per trasmettere così la parola di Dio.

23 Agosto ore 11:00 p.m.: si è conclusa l’avventura dei 12 pellegrini.

Roberto Panzardi

  Caro diario...

15 agosto - Maria Assunta.
Carissimi tutti , ieri abbiamo viaggiato tutto il giorno in un clima tranquillo incominciando ad immetterci nello spirito della GMG, che sia un incontro personale e comunitario con Gesù .
Siamo arrivati alle 18 in albergo a Barcellona. abbiamo tutti dormito molto bene ed ora stiamo partendo per Madrid.

17 agosto
Dopo una buona notte nella ns palestra all'aperto che ci permette di sentire l'arietta notturna , stamattina abbiamo partecipato alla catechesi tenuta da un vescovo dell'Albania,insieme ai ragazzi albanesi con cui è stato fatto un gemellaggio. Ci ha colpito molto la sua esperienza di vita che ci ha fatto vedere come dia felicità fare la volontà di Dio.
Nel pomeriggio ci siamo rilassati nel parco del Buen Retiro dove abbiamo fatto conoscenza e scambiati ricordi con francesi polacchi venezuelane ungheresi senegalesi cileni brasiliani lettoni portoghesi e altri ancora accumunati dalla gioia di riconoscerci tutti davvero uguali .
Abbiamo poi preparato delle domande da fare al ns vescovo nell'incontro delle 18, che e' stato un momento di approfondimento del vero senso di essere Cristiani. Abbiamo potuto incontrare anche Erica Marini e ci e' bastata un'occhiata per comunicarci la gioia.

18 agosto
Stamattina siamo andati a visitare il museo del Prado dove abbiamo potuto ammirare i capolavori dei "grandi" pittori spagnoli e italiani..
Nel pomeriggio abbiamo avuto la grazia di incontrare l'esperienza di madre Teresa di Calcutta. Siamo rimasti 2 ore accompagnati da una suora italiana.e per tutti è stata un'esperienza intensa e ci auguriamo che anche questo ci aiuti a convertirci. Infine l'accoglienza del Papa che è arrivato e che abbiamo salutato calorosamente.

19 Agosto
Stamattina catechesi con ns vescovo Monari sull'essere giovani evangelizzatori e sulla necessità di conoscere Gesù. Nel caldo (!!!) pomeriggio siamo stati nel parco del Buen Retiro dove un giovane ha voluto confessarsi. Che gioia poter giocare e volersi bene con giovani tedeschi, dello Zimbabwe, Nigeria, Congo, Spagnoli ecc. Stasera Vespri e preparazione alla confessione per chi volesse farlo domani. Anche tra una birra e un panino si affrontano argomenti non banali.

20 Agosto
Alle 12 Messa con il ns vescovo Monari che ha spiegato il significato della Pasqua. Poi nel pomeriggio partenza per Cuatro Vientos.
Siamo riusciti ad entrare solo alle 23 pensiamo per il grande numero di pellegrini. Il caldo la pioggia e i disagi ci hanno fatto sperimentare la volontà di voler comunque partecipare alla Messa di domani e la condivisione nell'affrontare le difficoltà.

21 Agosto
Abbiamo appena finito di celebrare la S. Messa con il Papa che ci ha dato il compito missionario di annunciare il Vangelo perché' la gioia vera sia con ogni uomo.
Chi firma sottoscrive questo impegno davanti a Dio.

Federica
Simone M
Levi
Simone G
Stefano
Roberto
Dario
Marco
Giorgio
Luca

PENSIERI

Nell'omelia pronunciata in occasione della beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, il 19 ottobre 2003, papa Giovanni Paolo II ebbe a dire di lei: “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”. E' la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa. Icona del Buon Samaritano, si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti riuscivano a fermarla. Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici. Ricordo, ad esempio, i suoi interventi a favore della vita e contro l’aborto, anche in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace (Oslo, 10 dicembre 1979). Soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”.
Con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che la ritrae mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la corona del Rosario.
La sua vita è una testimonianza della dignità e del privilegio del servizio umile. Ella aveva scelto di essere la serva dei più piccoli. Come madre autentica per i poveri, si è chinata verso coloro che soffrivano diverse forme di povertà. La sua grandezza risiede nella sua abilità di dare senza calcolare i costi.
"Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Questo passo del Vangelo era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio.
Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”, quella profonda, dolorosa e permanente sensazione di essere separata da Dio. Nelle ore più buie s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento.
Rendiamo lode a questa donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio."

Segnalato da Marco

Il giorno più bello? Oggi
L'ostacolo più grande? La paura
La cosa più facile? Sbagliarsi
L'errore più grande Rinunciare
La radice di tutti i mali? L'egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicità più grande? Essere utili agli altri
Il mistero più grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona più pericolosa? Quella che mente
Il sentimento più brutto? Il rancore
Il regalo più bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione più piacevole? La pace interiore
L'accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L'ottimismo
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto
La forza più grande? La fede
La cosa più bella del mondo? L'amore.

Madre Teresa di Calcutta

La comunità Hebron ringrazia per i 25 anni di presenza

Il 2 ottobre 1986 iniziava la nostra storia, la storia della comunità Hebron.

Il comune di Brescia, nella persona dell’allora Assessore ai Servizi Sociali dott. Luigi Morgano, desiderava rispondere ai bisogni delle famiglie con figli disabili, investendo in un servizio residenziale che intendeva organizzare in termini educativi il quotidiano, rispondendo a tre tipi di bisogni che allora, come oggi, si identificano come fondamentali:
- bisogno di familiarità,
- bisogno di impegno,
- bisogno di svago...,
Una realtà fatta di relazioni, di amicizia, di svago, di storie che si incontrano e insieme costruiscono una nuova storia ...
Una storia che è diventata la storia della comunità Hebron, delle persone che in questi 25 anni hanno abitato ad Hebron, ospiti, operatori, volontari, amici... tanti amici che hanno reso questo servizio famiglia, una famiglia che ha condiviso gioie e dolori, fatiche e momenti di festa, che ha costruito spazi di collaborazione, momenti di amicizia, gioia di incontro nella semplicità del quotidiano, con piccoli gesti nati nel cuore più che nella mente..
E’ tempo di bilanci?... No… è tempo di dire GRAZIE!
Grazie a chi ci ha voluto qui. Grazie a chi ci ha accolto allora, e continua ad accoglierci ora. Grazie a chi ha avuto la pazienza di costruire con noi amicizie semplici, ma che ci hanno permesso di sentirci parte viva di questa comunità. Grazie a chi ha donato e continua a donarci tempo, risorse, servizio...
Grazie anche a coloro che ancora ci guardano con curiosità e un po’ di sospetto, perché ci ricordano che non siamo arrivati alla fine della nostra storia, ma c’è ancora della strada da fare…
Ed è per condividere questo grazie che ci raduniamo intorno alla Mensa del Signore, DOMENICA 2 OTTOBRE alla S Messa delle ore 18,30, perché insieme desideriamo che questo grazie si trasformi in preghiera, perché il Signore che ci ha accompagnato in questi anni, continui ad illuminare il nostro cammino, il nostro servizio, le nostre vite.
Desideriamo salutarci con le parole di Don Piero che dal mese di Luglio ci segue dal Cielo:

 

“Volgendoci indietro siamo sorpresi
di come la Trinità ci ha condotti.
Guardando avanti
la natura sente la Trepidazione,
ma se l’oggi è luminoso, il domani
sgorgherà da questa luce”

Don Pierino Ferrari



Comunità Hebron

UNA CHIARA LUCE
Uno spettacolo teatrale, un messaggio d’Amore
intervista a cura di Dario Zubani

Intervisto Letizia, una delle giovani del cast dello spettacolo “Una Chiara Luce”, svoltosi poche settimane fa alteatro Santa Giulia del Villaggio Prealpino (in occasione della Missione Giovanile della zona Nord NdR).
La serata è stata dedicata alla beata Chiara Luce Badano, una ragazza come noi, che ha saputo dire il suo sì all’amore e a Dio. Domenica 25 settembre abbiamo ricordato il primo anniversario della sua beatificazione. Il messaggio di amore per Dio che Chiara ha lanciato ha mobilitato moltissime persone e, come un raggio di luce, ha colpito tanti giovani e li ha chiamati a realizzare iniziative di ogni genere, volte a diffondere e riflettere la sua Luce.


Da cosa è partita l’idea per la realizzazione di questo spettacolo?
Questo spettacolo è nato grazie a un gruppo musicale di Manerbio, i Diapason. Quasi casualmente hanno avuto l’occasione di ascoltare “Luce”, la canzone scritta per Chiara. Da lì hanno approfondito la sua conoscenza, fino a fare di questa ragazza la loro compagna di viaggio.
Attraverso varie conoscenze questo gruppo è arrivato a me e mi ha chiesto di potermi occupare della parte coreografica dello spettacolo, fino a quel momento realizzato con canzoni e parti recitate. Essendo la danza una mia grande passione e avendo l’occasione di poter danzare per Chiara ho accettato subito, era davvero qualcosa di grande e spettacolare!
Ho sentito, però, che non era sufficiente partecipare da sola. Chiara ha lasciato ai giovani un compito importante: correre al suo posto, ci ha passato il testimone e ora tocca a noi portare quanto più lontano l’onda del suo amore, dell’amore per Dio. Così ho pensato di coinvolgere un gruppo di ragazzi appartenenti al Movimento dei Focolari, come Chiara. Sono ragazzi di diverse età, con esigenze, impegni e caratteri diversi, ma il poter costruire insieme uno spettacolo per Chiara li ha uniti, ci ha uniti e ci ha permesso di diffondere la straordinaria vita e vitalità che contraddistinguono Chiara.

Qual è l’obiettivo di questo progetto?
L’obiettivo di questo progetto è apparentemente semplice, lo scopo è uno: essere Amore, portare Amore a coloro che incroceranno il nostro cammino.
Non è certamente immediato, soprattutto quando si presentano difficoltà da affrontare: le prove durante la settimana con lo studio e gli impegni di ognuno, il dover mantenere alta la concentrazione dopo una giornata impegnativa, il doversi confrontare con l’altro, il dover accettare l’errore, piuttosto che l’ammettere i propri limiti... Tutto questo a volte ci scoraggia, ci porta a pensare di non farcela, ma cerchiamo di seguire l’esempio di Chiaretta e di dire, di volta in volta, il nostro piccolo sì. E, quando ci riusciamo, la differenza si sente, è forte! Non è più un dover fare, ma un volerlo fare! Questo ci dà forza e grinta per affrontare tutto!

Da quanto tempo si sta portando avanti questo progetto?
Il progetto originale, che prevedeva solo canzoni e parti recitate, ha avuto inizio nel dicembre del 2010. Noi giovani, invece, abbiamo iniziato a prenderne parte da gennaio, con la realizzazione del primo spettacolo a inizio febbraio. Questa data è stata veramente un raggio di luce che si è diramato: abbiamo ricevuto 14 richieste da diversi oratori. Ovviamente è difficile realizzarle tutte in un anno, considerando gli impegni sia dei ragazzi che del gruppo Diapason, ma in meno di sette mesi siamo riusciti a realizzare quattro date, cercando, ogni volta, di crescere, non solo artisticamente, ma anche e soprattutto spiritualmente!

Qualche data per i prossimi spettacoli?

Ovviamente le rimanenti date sono ancora in attesa di una conferma.
Con l’arrivo del nuovo anno scolastico e di nuovi impegni alcuni ragazzi non sembrano propensi a proseguire questo viaggio insieme, ma cercheremo di fare del nostro meglio.

Ci potresti dare una tua impressione relativa all’esperienza di seguire da così vicino questo spettacolo?
Beh, le impressioni sono tante e, ripeto, nonostante le difficoltà, tutte positive.
Ogni volta sempre di più mi colpisce il vedere ragazzi di età talmente diverse collaborare uno con l’altro, donando parte di sé all’altro, aiutandosi. L’unità, il sentirsi una famiglia, aiutano veramente tanto nella realizzazione di progetti come questo!
Il cuore, poi, si riempie di gioia quando vedo la luce brillare negli occhi dei ragazzi. Capita raramente che questo accada alle prove, ma queste ci formano, ci preparano alla serata dello spettacolo… In men che non si dica ci ritroviamo dietro le quinte a darci forza l’un l’altro, siamo felici, sappiamo che stiamo donando agli altri qualcosa di grande che va al di là del ballare bene o male. Tutto, ogni cosa, è più bella quando saliamo sul palco perché c’è in noi questa convinzione!
Inoltre è sorprendente la quantità d’amore che ci colpisce, è come se fossimo legati da un filo d’oro: abbracci e incoraggiamenti dietro le quinte prima di entrare, l’aiutare un amico a cambiarsi, il ricordare a qualcuno la posizione esatta da mantenere sul palco, il ripassare in silenzio in un piccolo spazio i propri passi chiedendo a qualcuno se stiamo sbagliando o no, il poter contare sull’altro, sempre!
Insomma, un turbinio di emozioni, di piccoli gesti, di sguardi, di sorrisi che ci ricordano per cosa, o meglio, per chi stiamo danzando.
Vedo tutti i ragazzi circondati da questa bellissima aurea d’amore e non posso che gioirne, non posso che ritenermi fortunata di aver incrociato il loro cammino e di averli accanto in un viaggio speciale come questo. Mi sento in famiglia con loro!

Te la senti di dare un consiglio alle persone che stanno leggendo questa intervista?
Non è un mio consiglio, è un consiglio di Chiara, cerco di farne tesoro ogni giorno e mi piacerebbe che queste parole potessero arrivare anche ad altre persone: «I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. I giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene!».
Grazie per questa intervista.
Grazie a te per avermi permesso di raccontare e di rendere partecipi anche altre persone di questo grande messaggio d’Amore.

GSO:
PICCOLI ATLETI CRESCONO

Le rappresentative giovanili del nostro Gruppo Sportivo, affrontano i primi impegni della stagione nel Torneo quadrangolare che, per il secondo anno consecutivo, si disputa nel nostro oratorio. Le società invitate trovano la proverbiale accoglienza di Casazza, fatta di amicizia, sportività e... pane e salamina, all'ombra del campanile.
Anche quest'anno il numero di bambini e ragazzi che parteciperanno alle nostre attività sarà notevole (almeno 70/80 atleti dai 6 ai 16 anni). E anche quest'anno l'impegno del GSO sarà quello di offrire a tutti un ambiente accogliente, un clima sereno, dove poter svolgere l'attività sportiva, in modo adatto all'età dei ragazzi.
All'inizio dell'anno mi piace volgere uno sguardo alla scorsa stagione, non tanto per ricordare i numerosi risultati tecnici positivi che hanno allietato l'annata 2010/2011, quanto per condividere la storia di una vittoria particolare.
Ultima partita di campionato del torneo polisportivo under 10. Il sottoscritto si trova fermo in auto, in uno di quei blocchi per lavori che solo in autostrada riescono a non dare scampo per ore ed ore.
Per scelta imprudente ho con me la borsa con tutti i documenti della squadra, da consegnare obbligatoriamente all'arbitro prima della partita e, peggio ancora, ho il borsone con tutta l'attrezzatura da gioco di mio figlio Simone, che mi aspetta in oratorio, fiducioso che il suo papà avrebbe portato il necessario.
Mi hanno sempre parlato di un episodio analogo, accaduto anni fa, costato al responsabile l'ira e gli improperi di atleti e genitori (oltre alla sconfitta a tavolino della squadra!).
Potenza della tecnologia, riesco a comunicare ad allenatori e genitori la mia situazione di stallo e si prospetta la possibilità che l'arbitro, in assenza dei documenti, non faccia giocare e dia partita persa.
Immagino già la delusione e la rabbia dei ragazzini, oltre a quella dei loro genitori, per la mia inopportuna assenza, ma soprattutto immagino la disperazione di mio figlio.
A quel punto le cronache dell'oratorio raccontano di una operazione di salvataggio in grande stile.
Qualcuno si impegna per muovere a compassione l'arbitro, convincendolo ad aspettare il più possibile in attesa dei documenti e a dar corso alla partita, per permettere ai ragazzini di giocare comunque.
Contemporaneamente, si innesca una spontanea gara tra i bambini per reperire l'abbigliamento da gioco a Simone.
Un suo compagno è disposto a non giocare pur di dargli la maglia da calcio, un altro recupera un paio di calzettoni, un altro ancora invita con decisione la propria mamma a prendere a casa il suo secondo paio di scarpini da gioco: tutti fanno cerchio intorno a lui per fargli sparire ogni disagio.
Al telefono mi raccontano quanto sta accadendo, quando all'improvviso (come solo in autostrada può accadere!) la fila si scioglie e appare a portata di mano il casello d'uscita.
Mi precipito in oratorio e trovo tutti sereni, pronti comunque a fare festa con la partita.
Riusciamo a sistemare tutto, l'incontro si svolge regolarmente: anche il sole fa capolino tra le nuvole! Al termine, la nostra squadra può segnare una vittoria, conquistata non tanto sul campo, quanto nei cuori di chi ha capito il senso di far parte di una squadra.
Il Gruppo Sportivo ha forse un ruolo educativo marginale, ma tutti i suoi componenti si sforzano di giocarlo fino in fondo, con gesti semplici che coinvolgono anche tanti ragazzini che per scelta o etnìa non sono frequenti protagonisti delle azioni liturgiche.
Quest'anno si propone di svolgerlo anche con la bambine più piccole (di 5/6 anni) in un'attività (che è una piccola scommessa) di avviamento agli sport di squadra e con il minivolley. Con la disponibilità di tanti e il sostegno di tutta la Comunità possiamo vincere questa scommessa, nel continuo sforzo di educare attraverso lo sport.
Carmine
photogallery del torneo di calcio giovanile

La Via Crucis di don Luigi Salvettidon Luigi Salvetti

Recentemente sulla parete di fondo della chiesa (parete di controfacciata - in termini tecnici), vicino al confessionale, don GianMario ha collocato un dipinto su tavola che rappresenta il mistero della Via Crucis. Si tratta di un’opera che raccoglie in maniera originale le quattordici stazioni su unica tavola, diversamente da quanto siamo abituati a vederle nelle chiese dove ognuna è distinta dall’altra. Il dipinto è di don Luigi Salvetti, un poliedrico sacerdote, che è conosciuto anche per la sua attività nella musica corale. La tavola porta la data del 1997 ed è stata donata in occasione dei trent’anni della fondazione della parrocchia.
La tecnica utilizzata, olio su tavola, caratterizza la pittura devozionale dell’ottocento: una tecnica perlopiù legata alla tradizione popolare in quanto la tecnica più nobile all’epoca era l’olio su tela. Per don Luigi la scelta tecnica è legata allo spirito stesso che anima la sua creatività: il rifiuto della pittura “aulica” a favore di una scelta più povera. Si tratta della volontà di incarnare la visione della Chiesa espressa nel Concilio Vaticano II come “popolo in cammino”, che come i pellegrini è povero di tutto ma non della fede.

Già da giovane sacerdote conobbe la realtà della nostra parrocchia quando gli venne affidata la decorazione della nostra prima chiesa (l’attuale teatro Casazza). Nel 1969 completava gli affreschi posti nell’area del presbiterio (vedi la foto). Il segno decisamente più “cubista” rivela una Madonna che rappresenta la nostra umanità e quindi rappresentata “ignuda” con lo sguardo rivolto verso il basso, cioè verso la comunità verso l’umanità popolo di Dio. Tema che verrà po citato nell’affresco nella nuova chiesa, l’attuale parrocchiale, da Umpierrez.
L’opera di Don Salvetti viene catalogata con con una certa difficoltà per l’idea stessa che egli aveva della produzione artistica: un’opera collettiva. Basti citare la pala d’altare dedicata alla Laborem Excersens della chiesa di S.Giuseppe Lavoratore al villaggio Violino: il risultato di un lavoro a più mani: in effetti vari artisti collaboravano con lui e perlopiù sacerdoti: don Caffi e don Vinetti. Ma l’opera di don Salvetti si estende anche al di fuori dei confini italiani: al seguito della chiesa bresciana nel mondo - Africa, Sud America - il sacerdote pittore produce parecchie “tavole” appunto come la nostra, che possiamo meditare nella sua nuova collocazione.

Marek d’Adamo